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2012: APOCALISSE NUCLEARE?

Di Massimo Guzzinati

Il recente disastro nucleare avvenuto in Giappone a causa di uno tsunami ha riacceso la controversia sull’energia atomica proprio alla vigilia di un referendum che, votando SI, permetterà di manifestare il proprio dissenso verso la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.
Ora più che mai è necessario conoscere i reali rischi che corrono tutti gli esseri viventi a causa dei generatori a energia atomica, perché la consapevolezza è l’unico motore che può muovere le coscienze al fine di agire in tempo per evitare l’estinzione. Se quest’affermazione sembra eccessiva, continuate a leggere e capirete che purtroppo non ci troviamo nel periodo geologico-astronomico più adeguato per passare la patata bollente alle future generazioni.


MINACCIA NUCLEARE
Nonostante negli anni Ottanta i governi terrestri abbiano capito che il disarmo nucleare era un processo fondamentale per evitare che un’eventuale Terza Guerra Mondiale si trasformasse nell’Armageddon radioattiva, purtroppo la corsa alle centrali atomiche non si è fermata, ma è cresciuta esponenzialmente per rispondere alla sempre maggiore richiesta energetica dei paesi tecnologicamente avanzati, soprattutto USA, Europa e Giappone. D’altra parte le case produttrici di tecnologia non hanno favorito il risparmio energetico, creando prodotti che consumano una piccola quantità di corrente anche quando sono spenti.
Dopo Chernobyl tutti conoscono gli effetti a medio-lungo termine dell’inquinamento radioattivo: degenerazione cellulare e accelerazione dell’invecchiamento per l’eccessiva produzione di radicali liberi, alterazione disorganizzata del DNA e dell’RNA, e degenerazione degli organi in generale (soprattutto il midollo osseo e il sistema linfatico), con conseguente formazione di tumori.
Sebbene alcuni politici vadano in giro a decantare l’alto livello di sicurezza delle centrali di ultima generazione, in verità nessun impianto potrà mai resistere a disastri naturali di una certa entità.
Proprio per la fine del 2012 sono previsti due tipi di sconvolgimenti ciclici che, se si dovessero verificare, renderebbero il mondo intero teatro di sconvolgimenti aventi intensità superiore a quella prevista nelle normali scale di misurazione: lo spostamento rapido dei poli (dovuto allo slittamento o del nucleo o della crosta terrestre) e l’inversione dei poli magnetici (come conseguenza del raggiungimento dei fatidici 13 Hz da parte della risonanza fondamentale di Schumann). Spiegare il perché tali eventualità si possono verificare esula dagli scopi del presente articolo, comunque basti sapere che le probabilità che accadano nel prossimo futuro sono le più alte degli ultimi dodicimila anni. E i governi sono a conoscenza di ciò.
Anche se ci fosse uno sconvolgimento globale caratterizzato da una pandemia di terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche e uragani con cariche energetiche fuori scala, la razza umana riuscirebbe certamente a sopravvivere, anche se poi bisognerebbe ricominciare tutto o quasi da capo. Però se una quantità minima delle molte centrali esistenti venisse distrutta, la mole di radiazioni rilasciate inquinerebbe talmente tanto il pianeta da creare più danni di quelli ingenerati dallo sconvolgimento dei quattro elementi.
Per meglio capire la gravità del possibile futuro, analizziamo la distribuzione delle centrali elettriche per gradi.
La mappa che segue riporta le centrali italiane in disuso e i siti scelti per installare le emozionanti centrali di ultima generazione. Se, come l’Italia spera, le nuove installazioni non verranno costruite, rimane il problema che quelle abbandonate conservano ancora del materiale radioattivo, che ha inquinato le aree circostanti e che potrebbe ampliare enormemente il suo nefasto influsso nel caso in cui si verificasse un terremoto sufficientemente intenso da liberarlo.

Se qualcuno sta pensando di uscire dall’Italia per riparare in un altro stato della Comunità Europea, ci sono brutte notizie. Infatti dalla mappa sottostante si evince che l’Europa è indiscutibilmente sotto assedio nucleare, che per inciso può divenire, da solo, la causa della completa contaminazione del pianeta.


Ma le cattive notizie non sono finite, infatti osservando la distribuzione delle centrali nucleari nel mondo, si capisce che se saltasse il coperchio del 10% di esse, non solo non avremmo scampo, ma i sopravvissuti morirebbero dopo molti anni di sofferenze a causa delle radiazioni. Con tutti i danni alle varie infrastrutture dovute allo scatenarsi degli elementi, la reazione a catena negativa si rifletterebbe su tutti i settori della società, e la superficie terrestre diventerebbe un immenso lazzaretto di disperati, per giunta portatori di un DNA marcito per le radiazioni. Quindi non si tratterebbe di una distruzione globale standard, cioè simile a quella che colpì i dinosauri 65milioni di anni fa, perché i presupposti stessi della ripresa biologica sarebbero compromessi a livello genomico.

USCIRE DAL TUNNEL RADIOATTIVO
L’inquinamento attuale e potenziale del nostro pianeta è stato voluto dalle lobby del petrolio e del nucleare, le quali hanno deciso per noi che la nostra civiltà dev’essere sorretta dal combustibile fossile e dalla fissione. Nella sua ignoranza, il popolo ha lasciato che questi malfattori diventassero i re del nostro mondo e ora, che gli ignoranti sono sempre meno, appare impossibile cambiare le cose, almeno finché i giacimenti di petrolio e di uranio non si saranno esauriti. Però, prima che ciò accada la richiesta energetica potrebbe drasticamente abbassarsi, proprio a causa delle controindicazioni di questi combustibili inquinanti.
Di fatto ci sono solo cinque cose che i governi devono fare, e devono farle subito, anche se ciò implicherà grandi sacrifici, perché il prezzo da pagare dopo, come si è visto, potrebbe essere totale e definitivo.

  1. Smettere di costruire nuove centrali.
  2. Bonificare le centrali dismesse che contengono materiali radioattivi.
  3. Chiudere e bonificare sempre più centrali: a partire da quelle più vecchie e malmesse.
  4. Costruire sempre più apparati per le energie rinnovabili: l’eolico e il fotovoltaico innanzitutto, ma poi esistono altri metodi che possono, nel loro insieme, rimpiazzare l’energia nucleare.
  5. Investire nella ricerca sulle energie rinnovabili: attualmente il fotovoltaico rappresenta la fonte energetica più sicura e pratica, però se in passato si fosse investito di più in questo campo di ricerca, ora tale tecnologia sarebbe accessibile a tutti anche senza bisogno delle sovvenzioni statali (per altro sospese), la longevità funzionale degli apparati sarebbe più lunga, le capacità di accumulo energetico sarebbero maggiori e il rapporto qualità-prezzo dei pannelli solari sarebbe più conveniente.

Siccome la storia insegna che l’essere umano sbaglia fino ad andare verso l’autodistruzione, c’è da sperare che il cambiamento geologico epocale del 2012 ritardi di almeno un secolo, perché se dovesse verificarsi come da programma, il futuro dell’umanità sarebbe drammatico e senza ritorno. A sopravvivere sarebbero solo gli insetti e, se ciò dovesse accadere, tra qualche milione di anni gli umanoidi che abiteranno la Terra potrebbero avere l’aspetto di enormi scarafaggi e vivere in grandi latrine condominiali.