Main menu:

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Facebook

Facebook banner

Macrolibrarsi

Macro

Arricchirsi risparmiando

Arricchirsi risparmiando

Il risveglio dei Grandi Antichi 1

Sette rantoli prima dell'abisso

Lovecraft oltre la soglia

Lovecraft oltre la soglia

Archetipi 1

Archetipi 1

Archetipi 2

Copertina Archetipi 2 fronte (di Anguana)

Archetipi 3

Archetipi iniziatici e psicologici

Il Nuovo Ordine Mondiale degli Illuminati 1

copertina-frontale

La storia mai narrata dell’Eden

Eden

Geobiologia del megalitismo

G. del M. (Anguana)

Geobiologia delle cattedrali della Vergine

Geobiologia delle cattedrali

Continenti sommersi Anguana

Continenti sommersi Anguana

Manuale di sopravvivenza alle catastrofi planetarie

Manuale di sopravvivenza alle catastrofi planetarie

Biografia iniziatica di Gesù Cristo

Biografia iniziatica di Gesù Cristo

Il lascito degli Inka

Il lascito degli Inka

Il sogno dell’Inka

Il sogno dell'Inka

La tradizione egizia

La tradizione egizia

La tradizione cinese

La tradizione cinese

I SIMBOLI PERDUTI DEI TAROCCHI EGIZI

Di Massimo Guzzinati

I ventidue Arcani Maggiori dei Tarocchi Egizi sono considerati le rappresentazioni grafico-simboliche delle pagine del Libro di Thot, un testo leggendario sul quale sarebbe riportato il sapere esoterico tramandato dal dio egizio degli scribi, che nella Bassa Epoca fu associato al dio greco della conoscenza, Hermes.
Studiando le associazioni simboliche degli Arcani Maggiori, mi sono accorto di alcune incongruenze o “punti vuoti” nelle stesse, i quali fanno sospettare la perdita di un certo numero di carte, rispetto a una versione originale ormai perduta.
Siccome le caratteristiche delle lame possono cambiare leggermente da un mazzo all’altro, segnalo che quello da me usato per quest’indagine è “The Ancient Egyptian Tarot” di Clive Barret, delle edizioni Aquarian.

GLI ARCANI MAGGIORI COME ARCHETIPI
Ogni Arcano Maggiore corrisponde a una lettera ebraica e la Cabala assegna a ognuna di queste ultime un particolare significato, sia mistico che magico. I cabalisti considerano la parola come un atto creativo, attuato anche da Dio all’inizio dei tempi, non è quindi un caso che Thot sia proprio il dio della scrittura, del linguaggio e delle parole divine. In termini energetici, i foni non sono altro che l’espressione vibrazionale sonora degli archetipi fondamentali, gli stessi che hanno permesso all’universo di nascere e svilupparsi.
Di archetipi ne hanno parlano vari personaggi storici importanti, anche se spesso chiamandoli in altro modo (tra i quali Abramo, Socrate, Pitagora, Plotino, Buddha e Gesù), però la vera spinta per la loro comprensione si ebbe con Carl Gustav Jung, il quale ne comprese la natura di immagini arcaiche (non a caso Thot è anche dio del tempo) e collettive (in quanto condivise da tutti), che fungono da modelli per i comportamenti innati. Su queste basi, negli anni Settanta il paleotecnologo italiano Mario Pincherle comprese non soltanto che gli archetipi sono all’origine delle forme e delle funzioni ingegneristiche, ma anche che quelli a noi accessibili sono soltanto ventidue, proprio come le lettere ebraiche e gli Arcani Maggiori. Ad aggiungere altre informazioni sugli archetipi sono state le ricerche del sottoscritto, applicate soprattutto alle tradizioni sciamaniche e religiose, ai vari panteon mitologici e alla psicologia (i testi di riferimento sono quelli il cui titolo inizia con la parola “Archetipi”).
Dopo millenni di osservazioni, riflessioni ed esperimenti, oggi l’umanità è consapevole del fatto che gli archetipi fondamentali sono alla base di qualunque cosa, sia essa materiale, emotiva, mentale o spirituale.

GLI ARCANI MAGGIORI SONO PIÙ DI VENTIDUE
A ogni arcano è associato un particolare “oggetto” simbolico (uno dei quattro elementi, uno dei sette pianeti visibili o uno dei dodici segni zodiacali) ed è stata proprio l’osservazione delle incongruenze insite nella loro presenza che mi ha portato a ipotizzare la mancanza di un numero indefinito di lame.
Infatti, analizzando le associazioni tra gli elementi e gli Arcani Maggiori, la prima cosa che salta all’occhio è che manca all’appello la terra, la quale non può essere associata a nessuna carta in quanto quelle a disposizione sono già tutte “occupate”. Questo è un chiaro indizio che gli archetipi fondamentali devono essere almeno ventitre, ma, se si considera che tra gli elementi manca pure quello chiamato vuoto o spazio, si può anche sospettare siano ventiquattro.
La seconda stranezza che si nota riguarda i pianeti, infatti all’appello mancano i tre di recente scoperta (Urano, Nettuno e Plutone), i quali potevano essere trascurati nell’antichità per ignoranza, ma non dal XX secolo in poi. Questa mancanza si può spiegare solo in due modi: o in passato certi archetipi non potevano essere scoperti per l’assenza di mezzi tecnologici d’indagine e quindi ne mancherebbero altri tre all’appello; oppure le carte associate ai pianeti sono state a essi appaiate non perché fossero davvero legate a questi corpi celesti, ma perché erano connesse a un insieme di sette fattori che, per convenzione, sono stati individuati nei pianeti visibili. Il dilemma qui presentato è assai arduo da sciogliere, infatti le lame associate ai pianeti potrebbero essere sia sette che dieci.
Fin qui, in base alle possibilità associative evidenziate, si può ipotizzare una quantità di Arcani Maggiori pari a ventitre, a ventiquattro, a ventisei o a ventisette. Pertanto bisogna verificare se ci si deve fermare a queste possibilità, caso in cui sarebbe da fare una scelta tra loro, o se si può considerare l’esistenza di altre lame.
Per effettuare questa valutazione ho contato le lettere ebraiche non per come sono scritte, ma per come sono pronunciate. Infatti su ventidue segni grafici ce ne sono sette, proprio quelli associati ai pianeti, che posseggono due suoni, quindi sul piano fonetico si possono contare ventinove lettere in totale. Guarda caso l’alfabeto proto-semitico, dal quale derivano l’ebraico e l’arabo, conta proprio ventinove lettere.
Essendo i suoni associati a ciascuna lettera dell’alfabeto ebraico ben ventinove, diversamente dalle lettere che sono ventidue, pur non sapendo quali siano le rappresentazioni simbolico-archetipiche che corrispondono ai sette in “esubero”, almeno si conoscono le loro vibrazioni sonore e quindi, tramite esperimenti di varia natura, in futuro sarà possibile identificarli meglio.
Però il calcolo del numero massimo di suoni pronunciabili dall’organo fonatorio umano non finisce qui, perché essendo gli alfabeti semitici antichi composti da sole lettere consonanti, rimangono da aggiungere le cinque vocali, così il numero di archetipi sonori sale a trentaquattro.
Giunti al numero massimo di foni calcolabili, è arrivato il momento di capire se anche gli Arcani Maggiori possono essere trentaquattro oppure di meno. D’altro canto questa semplificazione è stata attuata dagli stessi ebrei, che sono passati da ventinove a ventidue lettere dell’alfabeto, probabilmente perché alcuni dei suoni da loro considerati nella lontana antichità erano, dal punto di vista fonetico, dei doppioni.
Per individuare il numero esatto di archetipi fonetici ho effettuato due diversi ragionamenti, che dovrebbero essere esatti perché portano allo stesso risultato.
Il primo riguarda un principio geometrico-archetipico: sapendo che la natura dell’universo è circolare e che gli archetipi si differenziano per suddivisioni successive, allora il numero degli archetipi fondamentali dovrebbe essere contenuto esattamente nei 360 gradi d’arco del cerchio, quindi il risultato della divisione tra questo numero e la quantità di foni totale dovrebbe essere un numero intero. Provando a dividere 360 per tutti i numeri compresi tra 22 e 34, gli unici che permettono di ottenere un numero intero sono il 24 (che ci sta quindici volte) e il 30 (che ci sta dodici volte); dopodichè, il primo numero che sta esattamente nel 360 è il 36 (contenuto dieci volte).
Il secondo ragionamento riguarda i singoli suoni effettivamente producibili dall’apparato fonatorio umano: per quante lettere possano essere contenute nei vari alfabeti mondiali, in effetti il numero massimo di foni è pari a ventiquattro (A, B, C, D, E, F, G, H, I, J, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, Sh, T, U, V, Z).
Incrociando le precedenti valutazioni simboliche con queste ultime due di carattere geometrico e fonetico, ne emerge che gli Arcani Maggiori originali dovrebbero essere stati ventiquattro, due in più di quelli conosciuti.

COLLOCAZIONE DEI DUE ARCANI MAGGIORI SCONOSCIUTI
Sebbene esista una sequenza ben precisa delle ventidue lame, non è detto che le due mancanti siano da aggiungere in coda alle altre, infatti potrebbero doversi inserire all’interno della sequenza conosciuta, causando lo slittamento di quelle successive di uno o due posti.
Considerando che le carte perdute sono soltanto due, si può escludere la loro associazione coi pianeti invisibili a occhio nudo, poiché sono tre, mentre invece si può considerare coerente l’associazione coi due elementi che mancano all’appello nelle lame conosciute, ovvero la terra e il vuoto/spazio.
Ciò implica che per capire dove si possono collocare questi due arcani sconosciuti, bisogna prima osservare la posizione dei tre elementi presenti nella lista delle carte: il vento è al numero 0 (il primo della lista), l’acqua è al numero 12 (cioè in mezzo alla lista, se si considerano ventiquattro Arcani Maggiori) e il fuoco è al numero 20 (terzultimo della lista).
Non conoscendo i personaggi archetipici corrispondenti alle due carte mancanti, l’unico modo per trovare loro una collocazione sensata consiste nel rispettare la simmetria d’ordine aritmetico in cui sono disposti i tre elementi già collocati, considerando soprattutto il fatto che uno di essi si trova proprio all’inizio e un altro proprio al centro.
Siccome al primo posto della sequenza compare uno degli elementi, probabilmente anche all’ultimo posto se ne deve collocare uno, più precisamente il vuoto, visto che è la fine (ma anche l’inizio) di tutto.
Invece la lama corrispondente alla terra potrebbe essere inserita al terzo posto, diventando così speculare al terzultimo posto della lama corrispondente al fuoco.
Purtroppo rimane ancora da scoprire la simbologia più significativa delle carte perdute, però intanto ne è stata riconosciuta la presenza e compreso il simbolismo elementale.
Da parte mia, posso proporre due personaggi archetipici che mi sembrano adeguati agli elementi e ai posizionamenti nella sequenza degli Arcani Maggiori: la carta di terra potrebbe appartenere al Mistico, sia perché si trova tra Mago e Papessa, sia perché è colui che contatta le energie spirituali del mondo materiale (in termini cattolico-ebraici, colui che cerca lo Spirito Santo-Shekhinah); invece la carta di spazio potrebbe rappresentare l’Universo, inteso come totalità sovraordinata alla precedente carta del Mondo, nonché punto d’origine della successiva carta del Matto.

Arcani Maggiori(numerazione incompleta) Arcani Maggiori(numerazione completa) Associazioni  simboliche Associazioni alfabetico-foniche rivisitate
0) Matto 0) Matto Vento Alef (A)
1) Mago 1) Mago Mercurio Beth (B)
? 2) ? Terra ? (U?)
2) Papessa 3) Papessa Luna Ghimel (G)
3) Imperatrice 4) Imperatrice Venere Daleth (D)
4) Imperatore 5) Imperatore Ariete He (H)
5) Ierofante 6) Ierofante Toro Vav (V)
6) Amanti 7) Amanti Gemelli Zain (Z)
7) Carro 8) Carro Cancro Heth (E)
8) Forza 9) Forza Leone Theth (T)
9) Eremita 10) Eremita Vergine Yod (I)
10) Ruota della Fortuna 11) Ruota della Fortuna Giove Kaf (K)
11) Giustizia 12) Giustizia Bilancia Lamed (L)
12) Appeso 13) Appeso Acqua Mem (M)
13) Morte 14) Morte Scorpione Nun (N)
14) Temperanza 15) Temperanza Sagittario Samekh (S)
15) Diavolo 16) Diavolo Capricorno Ain (J)
16) Torre 17) Torre Marte Pe (P)
17) Stella 18) Stella Acquario Sade (F?)
18) Luna 19) Luna Pesci Qof (Q)
19) Sole 20) Sole Sole Resh (R)
20) Giudizio 21) Giudizio Fuoco Shin (Sh)
21) Mondo 22) Mondo Saturno Tau (T)
? 23) ? Vuoto/Spazio ? (O?)

 

I SIMBOLI PERDUTI DEI TAROCCHI EGIZI
Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o trasmessa in nessuna forma e tramite nessun mezzo, elettronico o meccanico, incluse fotocopie, registrazioni e sistemi di stoccaggio o di recupero delle informazioni, senza il permesso scritto dell’autore.