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METAFISICA DELLE ANIME GEMELLE

Di Massimo Guzzinati

Il concetto di anima gemella nacque nell’antica Grecia col mito di Ermafrodito, figlio di Hermes e Aphrodite, nel quale si realizzava l’unione degli opposti. Secondo Platone, all’inizio il mondo era abitato solo da individui ermafroditi, che a un certo punto vennero divisi in due metà da Zeus, per limitare i poteri e l’insolenza degli esseri umani. Questo concetto di dualità è stato riconosciuto da tutte le religioni e vede nel Tao cinese il suo apice teoretico.
Ma se è indubbio che l’universo e gli esseri umani sono duali, può essere vero che anche l’anima, cioè la particella divina infinitesimale contenuta nel cuore e costituente l’essenza più profonda di ognuno, sia la metà di un’entità animica originariamente integra?
Unificando le varie concezioni scientifiche e religiose, si conclude inequivocabilmente che l’anima di ognuno è una particella infinitesimale di Dio, cioè della Monade.
Chiarito ciò, bisogna cercare di comprendere le possibili spiegazioni sottostanti al concetto di anima gemella, nonché la loro tendenza a incontrarsi e la profonda famigliarità reciproca.

LE ANIME GEMELLE INTESE SOGGETTIVAMENTE
Se si osserva il fenomeno delle anime gemelle dal punto di vista soggettivo, cioè vincolato alle dimensioni spazio-temporali in cui l’universo esiste, allora bisogna postulare che la vicinanza tra due anime gemelle sia inestricabilmente correlata a uno o più luoghi e a una o più fasi della vita. Cioè che s’incontrano solo se si trovano entrambe nel posto giusto al momento giusto.
Questa limitatezza spaziale e temporale si può spiegare col fatto che, due anime incarnate, creano un’unione elettiva se s’incontrano nel momento in cui la loro complessità evolutiva globale è paritetica o quasi, cioè se condividono tra loro maggiori punti di similarità rispetto a quelli che sussistono rispetto alle altre anime incarnate nello stesso periodo e luogo.
Da ciò consegue che si può incontrare un’anima gemella diversa a seconda del periodo di vita in cui ci si trova e, ampliando questo scenario in termini di metempsicosi, anche dell’incarnazione che si sta portando avanti.
Questa spiegazione delle anime gemelle è coerente con l’idea che ogni anima si è staccata dalla Monade per conto proprio, come fanno le briciole dal pane spezzato.

LE ANIME GEMELLE INTESE OGGETTIVAMENTE
Se si osserva il fenomeno delle anime gemelle dal punto di vista oggettivo, cioè svincolato dalle dimensioni spazio-temporali, allora bisogna postulare che la vicinanza tra due anime gemelle non dipende tanto dal luogo o dal momento presenti, ma soprattutto dalla capacità di entrambi i soggetti di entrare in risonanza con la propria essenza, per consentire alla loro naturale attrazione reciproca di realizzarsi, grazie alla capacità animica di influenzare subliminalmente gli eventi della vita per raggiungere uno scopo, l’unione appunto.
Secondo questa visione, supportata dall’ottica cabalistica, le anime si sono separate dalla Monade prima di entrare a far parte dell’universo duale e così, per potervisi inserire, ognuna ha dovuto separarsi in due metà, la cui forza attrattiva reciproca è sempre superiore rispetto a quella che sussiste rispetto a tutte le altre anime.
Ciò significa che, nel corso delle varie incarnazioni, le anime gemelle s’incontrano più volte per favorire l’evoluzione di entrambi gli “individui”, nonché la loro futura unione finale e definitiva, che comunque è un obiettivo molto a lungo termine e che implica l’uscita dal ciclo di morte-rinascita.

TROVARE L’ANIMA GEMELLA
Il mondo è pieno di persone che propongono delle regole o delle ricette utili per incontrare l’anima gemella e tendenzialmente la clientela che si rivolge a costoro è triste, sola, frustrata e invidiosa, perché ferita in vari modi e ripetutamente a livello sentimentale e di autostima.
Nonostante nella realtà non esistano delle norme davvero esaustive che spiegano cosa fare per trovare il partner ideale, almeno ne esistono alcune su cosa non fare per evitare di precludersi un incontro karmico.
Innanzitutto non bisogna rifiutare la propria solitudine, ma apprezzare le possibilità e la libertà che essa concede, usando il tempo che altrimenti si dedicherebbe al partner per imparare e migliorarsi.
Un’altra cosa importante da non fare è lasciarsi prendere dallo sconforto per la mancanza di un rapporto di coppia, ma coltivare altri rapporti d’intimità amicale con membri di entrambi i sessi, in modo non solo da riempire il proprio vuoto con elementi di positività, ma anche per sviluppare le proprie capacità relazionali e l’autoconsapevolezza.
Questi primi due passaggi permettono di sviluppare autocoscienza e amore, i quali a loro volta consentono di stare bene con se stessi e di bastarsi, perché solo se si uniscono armonicamente le proprie polarità interiori, si crea la condizione energetica affinché possa avvenire, anche nella quotidianità, un’incontro significativo che trascende le comuni affinità di coppia.
Non sono i modelli proposti dalla cinematografia spicciola a favorire le unioni elettive, perché solo se si smette di credere nel “principe azzurro” si può vivere nel mondo reale. Anzi, una certa lettura superficiale delle favole ha favorito il dilagare di aspettative irrealistiche verso l’esterno, verso il destino o verso gli dèi, distogliendo le persone dalla loro vera autorealizzazione, che è l’unico punto di partenza dal quale si può poi costruire una realizzazione di coppia. Se non si tiene conto di ciò, anche ammettendo d’incontrare per sbaglio l’anima gemella, sempre che la si riconosca, la si perderebbe presto per l’incapacità di sostenere una relazione basata sulla reciprocità, sul rispetto, sulla libertà e sulla co-costruzione della realtà famigliare.
In definitiva, l’unico vero consiglio utile in questo campo è di guardare dentro di sé prima che fuori, di unirsi con se stessi prima che col partner. Il resto, indipendentemente che sia spiegabile soggettivamente od oggettivamente, verrà di conseguenza quando i tempi saranno maturi.

 

METAFISICA DELLE ANIME GEMELLE
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